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Struttura dell’economia  

Il settore industriale in Algeria concorre per il 5,7% alla formazione del PIL (contro il 44% degli idrocarburi, il 9% dell'agricoltura, il 10% delle costruzioni, il 29% dei servizi).  

Nel 2006 Transparancy international classifica l’Algeria alla 84ma posizione su 163 del suo annuale Corruption Perception Index.

Il Paese si situa alla 119ma su quella dell’Index of Economic Fredom, alla 116ma posizione su 175 nella classificazione Doing Business 2007 operata dalla Banca Mondiale e secondo tale pubblicazione l’economia informale è stimata in Algeria al 34,5% del PIL.  

Il 2006 si è chiuso con un ammontare di riserve valutarie pari a 75 miliardi di dollari equivalenti a circa 25 mesi di importazioni, un’eccedenza della bilancia commerciale per oltre 16 miliardi di dollari e un debito estero stimato a 4,7 miliardi di dollari rappresentante appena il 4,7 % del PIL.  

Il Fondo Monetario Internazionale aveva registrato nel 2005 una crescita del PIL del 5,3%, il al 5,2% del 2004 e il 6,9% del 2003 mentre nel 2006 si è attestato al 4,9%. Secondo il fondo a fronte di un economia in costante crescita, il tasso di disoccupazione è rimasto alto anche se negli ultimi 5 anni è sceso dal 30% al 12,3% del 2006. Nello stesso periodo la disoccupazione giovanile è scesa dal 48% al 30%.  

L’Office National des Statistiques (ONS), stima che la popolazione attiva disoccupata o in cerca di un lavoro sia di 1.240.800 di persone su una popolazione attiva di circa 10,1 milioni nel 2006, con un tasso d’impiego del 37,2%, in calo rispetto al 34,7% del 2005. L’occupazione femminile rappresenta solamente il 16,9% del totale degli occupati.  

Lo Stato nell’economia Privatizzazioni Il Consiglio delle Partecipazioni dello Stato ha divulgato le procedure per la privatizzazione di imprese pubbliche, approntato gli elenchi delle imprese privatizzabili e definito la normativa appropriata.

Sono state inserite su internet circa 1.000 imprese pubbliche economiche (EPE)
- raggruppate sotto le SGP (società di gestione di partecipazione).

Interessa sottolineare che le imprese più numerose privatizzabili riguardano, nell’ordine, il settore delle costruzioni, sanitario, cerealicolo, della produzione animale, di studi e ingegneria, della siderurgia, dell’agro-alimentare.

Dal 2001 al 2005 lo Stato ha realizzato circa 270 operazioni di privatizzazioni di cui circa il 94% nel secondo semestre 2005.

In particolare, nel 2004 si sono avute 9 privatizzazioni totali, 4 parziali, 23 cessioni degli attivi, 10 operazioni di partenariato.

Nel 2005 le privatizzazioni realizzate sono state 102 di cui il 30% con operatori stranieri. Di queste, 65 sono privatizzazioni totali.

Ad oggi sono state privatizzate in particolare due importanti Società pubbliche: il complesso siderurgico El-Hadjar (SIDER), di cui il 75% è stato ceduto all’indiana ISPAT e l’impresa nazionale detergenti ENAD.

La filiale francese del gruppo tedesco Henkel, già proprietaria nel maggio 2000 del 60% della ENAD, ha acquisito nel 2005 anche il restante 40%.

Nel luglio 2005 si sono conclusi gli accordi per l’acquisizione da parte della società arabo-saudita Pharaon di parte del capitale del cementificio di Beni Saf.

Nel dicembre 2006 investitori italiani hano rilevato il 100% della proprietà pubblica del complesso ceramico di Guelma creando la società Eter Algerine – Ttrattasi della prima privatizzazione italiana..  

Il programma di privatizzazione riguarda anche un importante settore quale quello bancario, che dopo il fallimento di 3 banche private nel dicembre 2005 e due nei primi mesi del 2006, lo vede quasi totalmente appartenente al settore pubblico.

A seguito della decisione del Governo di accelerare il processo di riforma del settore bancario sono stati programmati degli interventi che hanno lo scopo di rafforzare il settore bancario privato, migliorare la governance delle banche pubbliche ed accrescere l’efficienza della mediazione finanziaria.  

Infrastrutture e telecomunicazioni Il programma quinquennale (2005-2009) per il rilancio dell’economia, annunciato all’indomani della rielezione nell’aprile del 2004 del Presidente Bouteflika, prevede un importante stanziamento (circa 60 miliardi USD) ed offre interessanti opportunità di investimento per le imprese italiane.

La spesa sarà destinata ai seguenti campi: insegnamento e formazione, sostegno degli investimenti pubblici e privati, lotta alle frodi, costruzioni, miglioramento delle condizioni di vita e sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione.
 
In aggiunta ai 55 miliardi di dollari USA già stanziati nell'ambito del programma quinquennale di rilancio dell'economia, nel corso del 2005 sono stati destinati altri 5 miliardi di dollari  per la realizzazione di opere pubbliche per lo sviluppo del Sud del Paese, delle aree semi-desertiche e della zona degli altipiani.

L'investimento totale in infrastrutture pubbliche è  pertanto di circa  60 miliardi di dollari, oltre agli stanziamenti per gli esercizi annuali. Nel settore dell’edilizia residenziale si prevede di costruire entro il 2009 un milione di abitazioni la cui realizzazione si prevede creerà 2 milioni  posti di lavoro.

Al settore delle costruzioni, dei lavori pubblici e delle risorse idriche verranno allocati 3,1 miliardi di Euro, circa il 15% della spesa pubblica.

E’ nelle attese del Governo l’aumento consistente degli investimenti privati nazionali e stranieri, nonché dei crediti finanziari che saranno mobilizzati per la realizzazione di importanti infrastrutture nei settori dei trasporti e delle ferrovie e per opere di adduzione e del trattamento delle acque.
 
Il Governo ha approvato lo schema nazionale di riassetto del territorio che prevede lo sviluppo della nuova città di Sidi Abdellah (a circa 30 Km ad Ovest di Algeri) quale polo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC) e centro dell’industria della medicina.

Secondo uno studio dell'Autorità di Regolazione delle Poste e delle Telecomunicazioni (ARPT), la teledensità per la telefonia fissa dovrebbe raggiungere il 20% nel 2010 (contro il 9,45% nel 2005).

D'altra parte, le prospettive d'accesso a Internet sono di 4 milioni ad alto flusso (ADSL) per un tasso di connessione  del 35%. L'Algeria cerca di migliorare la qualità di servizio con l'introduzione di nuove tecnologie che utilizzano la WIFI, WiMax, UMTS.

La teledensità telefonica globale (fissa e mobile) attualmente del 50% ha dimostrato che questi mercati offrono buone prospettive di futuro per le aziende straniere.  

Previsioni economiche  

Nella legge finanziaria 2007 il terzo anno della messa in opera del programma complementare di crescita sarà marcato da una crescita economica globale del 5,2% ( 6,1 esclusi idrocarburi), inflazione stimata al 3,5% e da un possibile aumento delle esportazioni (del 2,1%) e importazioni (dell’8%) delle merci, dal tasso di cambio a 74 DA.

Si prevedono, tuttavia, probabili rischi di inflazione a causa dell’alto livello della spesa pubblica, dell’aumento dei salari e della sovraliquidità dovuta alla congiuntura favorevole del mercato. Nell’ambito del programma quinquennale 2005/09, le disposizioni orientate a sostenere Insegnamento e Formazione Professionale assorbiranno la fetta più importante della spesa pubblica -circa il 20 %.

Le misure che verranno prese per rendere operativi gli investimenti della Piccola e Media Impresa si tradurranno in esoneri fiscali sui primi 5 anni di attività e concorso dello Stato nell’azzeramento dei debiti aziendali.  

Il principale motore per la creazione di occupazione continuerà ad essere costituito dalla spesa pubblica ed in particolare dai grandi lavori di infrastrutture che sono stati iniziati e che continueranno a creare nuova occupazione, anche se una parte consistente sarà costituita da occupazione temporanea.

Il FMI stima che la crescita in Algeria determini un aumento dell’occupazione con una forte elasticità: un punto di crescita nel settore degli idrocarburi determina 0,9 punti percentuali di crescita dell’occupazione.

Il Fondo Monetario stima sia possibile ridurre il tasso di disoccupazione al di sotto del 10% entro il 2015, a condizione che la crescita media del PIL rimanga attorno al 5%, che aumenti la produttività del lavoro, che vengano realizzate le riforme strutturali e che la popolazione attiva aumenterà del 2,5%.

L’aumento della produttività dovrà tradursi in una riduzione del costo del lavoro che a sua volta stimolerà la creazione di occupazione nel settore. Il 10 gennaio u.s. si sono concluse presso il Consiglio Esecutivo del FMI, le periodiche Consultazioni ex art.IV tra Algeria e il Fondo, consultazioni basate sugli esiti della Missione del FMI ad Algeri (4- 18 ottobre 2006).

I Direttori Esecutivi (DE) hanno espresso apprezzamento per la performance economica del Paese che, grazie all’elevata rendita energetica, ha registrato una crescita economica sostenuta che si è accompagnata ad un calo nei tassi di disoccupazione e inflazione, al consolidamento della posizione fiscale e all’equilibrio dei conti con l’estero.

Per consolidare la positiva congiuntura, i DE hanno suggerito l’opportunità di proseguire nel processo di privatizzazioni e nell’adozione di riforme strutturali volte ad accrescere la produttività, sviluppare il settore dell’intermediazione finanziaria e migliorare il clima economico.

Infine, per contenere l’emorragia di denaro pubblico destinato a coprire le perdite dei non-performing loans, i DE hanno raccomandato la privatizzazione del Credit Populaire d’Algerie e l’adozione di misure desinate al consolidamento dei sistemi di governance delle restanti banche pubbliche.  

Il FMI e la Banca Mondiale hanno infine raccomandato 5 misure da realizzare per rinforzare l’economia regionale del Maghreb:

armonizzazione delle regolamentazioni per gli scambi commerciali;

soppressione delle distorsioni al commercio;

proseguimento della riforma dei dazi doganali;

riforma delle dogane;

procedure trasparenti per lo scambio d’informazioni;

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