L'Economia svizzera e la Congiuntura economica
L'Economia
La Svizzera, Paese con un reddito pro-capite fra i più alti al mondo [47.320 Franchi svizzeri (stima) nel 2004, pari a 30.653 Euro], presenta un'economia altamente industrializzata, con un settore dei servizi estremamente efficiente ed un'agricoltura produttiva, ma largamente sovvenzionata.
Gli investimenti nel settore delle macchine utensili, dell'orologeria e della meccanica di precisione, della chimica-farmaceutica e dell'agro-alimentare, costituiscono la spina dorsale dell'economia elvetica, assieme alle grandi banche, alle imprese di assicurazione ed al settore turistico.
Le grandi imprese svizzere hanno una fisionomia spiccatamente multinazionale con un' organizzazione che vede il mantenimento in Svizzera dei quartieri generali e delle divisioni di ricerca e sviluppo, mentre le attività produttive sono spesso localizzate in stabilimenti esteri per poter beneficiare del costo inferiore della manodopera.
In campo finanziario la Svizzera è ai primi posti come massa di depositi amministrati dalle banche, particolarmente specializzate nel settore del "private banking" e della gestione di patrimoni, ed anche da un considerevole numero di fiduciarie. Basti pensare che due banche svizzere (l'UBS e il Credit Suisse) sono fra le prime 10 banche europee e che il settore bancario contribuisce alla formazione di circa l'11% del PIL, impiegando solo il 3,7% della forza lavoro totale. La Confederazione è anche ai primi posti nella classifica degli investitori esteri ed i redditi svizzeri prodotti all'estero rappresentano una quota significativa dei redditi totali.
La Confederazione partecipa inoltre attivamente alle principali organizzazioni mondiali economico-commerciali (IMF, Banca Mondiale, OCSE, WTO), quando addirittura non ne ospita la sede, come è il caso per molte Agenzie specializzate dell'ONU e per l'OMC/WTO a Ginevra.
La Congiuntura economica
Nella prima metà del 2007 il quadro macroeconomico internazionale si presentava globalmente positivo. La crescita dell’economia mondiale si manteneva, infatti, vigorosa. Il principale contributo all’espansione continuava a provenire dalle principali economie emergenti ovvero Cina, Corea del Sud, India, Russia e Brasile mentre nelle economie più avanzate cominciava ad emergere un contrasto tra il consolidarsi della ripresa in Giappone e nell’UE ed il rallentamento dell’economia statunitense.
In Svizzera, dopo tre anni consecutivi di progressivo consolidamento congiunturale, nel primo semestre del 2007 l’evoluzione economica si è mantenuta su livelli elevati, superando le previsioni formulate nell’anno precedente.
La crescita del PIL, che nel 2006 aveva segnato un + 2,7%, nel primo semestre del 2007 ha registrato un incremento del 2,3%.
A sostenere tale slancio hanno contribuito l’accelerazione del ritmo di crescita degli investimenti (+2,6% nel secondo trimestre 2007) nonché il perdurante dinamismo del commercio con l'estero e la crescita dei consumi privati.
Secondo le previsioni formulate dal centro di ricerca congiunturale di Zurigo (KOF) la congiuntura elvetica dovrebbe avere però superato a metà anno l’apice dell’attuale ciclo di crescita, per cui a fine 2007 è atteso un certo rallentamento, mentre le previsioni per il 2008 indicano un aumento del PIL dell’1,9-2%.
Il commercio estero ha continuato a fornire un significativo contributo all’evoluzione economica, pur con un vigore meno sostenuto rispetto alla dinamica mostrata nel 2006. Le esportazioni (favorite dal deprezzamento franco svizzero rispetto all’euro) hanno segnato un incremento del 12,4% per un totale di 97.365,4 milioni di franchi (contribuendo per il 56% alla formazione del PIL), mentre le importazioni sono progredite dell’11,1% per un valore di 90.713,1 milioni di franchi. La bilancia commerciale ha chiuso nuovamente con un saldo record di +6.652,3 milioni di franchi, superando così di circa il 35% quello del primo semestre 2006 (+ 4.931,6 milioni di franchi). Anche per il 2008 ci si attende che la crescita delle esportazioni resti elevata, perdendo comunque un pò del suo vigore a causa del notevole livello già raggiunto nel 2006.
Tutti i settori hanno beneficiato della favorevole congiuntura economica che progressivamente si é estesa anche al mercato del lavoro che, a fine 2006, registrava un incremento dell'occupazione del 2,4% per complessivi 4.236 nuovi posti di lavoro ed un tasso di disoccupazione del 3,3%. Il migliorato clima sul mercato lavorativo ha così favorito la vivace progressione dei consumi privati che hanno giocato un ruolo significativo al sostegno congiunturale. La situazione del mercato del lavoro dovrebbe comunque registrare un ulteriore miglioramento nel corso dell'anno e fino all'anno prossimo. La disoccupazione dovrebbe ancora diminuire nel corso dell'anno fino a scendere al 2,7%, per passare al 2,4% nel 2008.
Sul fronte della politica monetaria la Banca Nazionale Svizzera ha proceduto per l’ultima volta, nel giugno scorso, ad un ritocco dello 0,25% della fascia di fluttuazione del libor a tre mesi fissandolo nella zona mediana della banda di fluttuazione, ossia al 2,5%. Si tratta dell’ottavo aumento dal dicembre 2005.
Attualmente i rischi che potrebbero minacciare l'espansione congiunturale della Svizzera sembrano limitati, sebbene non del tutto inconsistenti. Oltre alla possibilità di un improvviso apprezzamento del franco svizzero (con conseguenze pesanti sulle esportazioni elvetiche), permane un potenziale rischio di inflazione dovuto ad un eventuale ulteriore aumento del prezzo del petrolio (oltre a quello di 10 dollari a marzo 2007) che potrebbe avere un impatto anche sui prezzi dei beni di consumo. Secondo il KOF, infatti, nei prossimi trimestri c’è da attendersi un aumento di circa il 3% dei prezzi dei prodotti petroliferi e degli affitti (legati al rialzo dei tassi ipotecari) che a ricaduta produrranno un generalizzato incremento dei prezzi al consumo (si veda Figura 1). Secondo le attuali stime, i prezzi al consumo dovrebbero aumentare dello 0,6% nel 2007, dell’1,2% nel 2008 e dello 0,9% nel 2009.

Figura 1 - Fonte FMI: World Economic Outlook April 2007
(*) i valori dopo il 2006 sono stime.
A livello internazionale, invece, non sono ancora facilmente valutabili le conseguenze della crisi sui mercati finanziari statunitensi. A tale riguardo, nonostante le rassicuranti dichiarazioni rilasciate recentemente dal Presidente della Banca Nazionale Svizzera, Jean Pierre Roth, secondo il quale la crisi del mercato finanziario USA non dovrebbe produrre negative ripercussioni sull'economia elvetica, non é ancora possibile valutare l'esatta portata del fenomeno ed in particolare l'entità del coinvolgimento delle Banche svizzere a causa della notevole frammentazione del credito operata dai mercati finanziari USA inglobato in strumenti finanziari venduti sui mercati mondiali fin dal 2005.