L’ALLEVAMENTO
Il settore dell’allevamento, ed in particolare quello bovino, rappresenta tradizionalmente una delle attività di maggior rilievo per l’economia argentina.
Accanto all’allevamento bovino, negli ultimi anni si é registrato un discreto aumento nella produzione di altri tipi di carne, ed in particolare di ovini, suini e carne di pollo.

L’allevamento bovino
Nel 2005, gli indicatori di produzione delle carni bovine non hanno subito notevoli variazioni rispetto al 2004. La quantità di capi macellati si è ridotta dello 0,3%, mentre la produzione, con più di 3 miliardi di tonnellate, ha registrato un aumento positivo del 3% rispetto all’anno precedente. Nel 2006, invece, oltre alla riduzione del numero dei capi macellati (-6%) é diminuita anche la quantitá di carne prodotta 565.056 tonnellate rispetto alle 771.433 del 2005 che corrisponde a -21%). Ció nonostante il valore complessivo della produzione di carne non é diminuito così drasticamente passando da 1.389 milioni di dollari del 2005 a 1.312 milioni del 2006 (-5,5%) grazie all’aumento del prezzo della carne sui mercati internazionali e alla scelta di produrre qualitá di carni piú pregiate.
La quasi totalità della produzione di carni bovine (81,4% nel 2006) è destinata al consumo interno. Dopo una leggera flessione nel 2005 (-2,3% rispetto al 2004), l’indice di consumo di carne procapite é tornato a crescere nel 2006 (63,4 Kg/anno/ab, pari al 3,8% in piú del 2005) e rimane l’indice di consumo di carne procapite piú elevato del mondo.

Nel 2006 l’Argentina é stata il quinto produttore mondiale di carni bovine, con una quota del 6%, dietro agli Stati Uniti (22%), Brasile (17%), Cina (14%) e Unione Europea (14%).

L’allevamento bovino è concentrato nella parte centrale del Paese (Buenos Aires, Santa Fe, Córdoba, Entre Ríos e La Pampa), caratterizzata da favorevoli condizioni di temperatura, umidità e ricchezza del suolo, dove nel 2006 é stato macellato quasi il 90% del totale dei capi.

Le esportazioni argentine di carne bovina hanno ripreso slancio in questi ultimi anni, dopo aver attraversato tra il 2000 e il 2003 una congiuntura sfavorevole, anche a causa della chiusura del mercato europeo per i problemi sanitari legati ad un focolaio di Afta Epizootica in Argentina.
Secondo le stime dell’ONCCA (Oficina Nacional de Control Comercial Agropecuario), il volume di carne bovina esportato nel 2005 (771.427 tonnellate per un valore di 1.389 milioni di dollari che rappresenta un aumento del 33,2% rispetto al 2004) risulta essere tra i più elevati registrati dal 1960, secondo soltanto al dato del 1969. Nel 2006 invece il volume delle esportazioni è diminuito nuovamente (565.056 tonnellate corrispondente a -35%). Il loro valore é diminuito peró solo del 5% (1.313 milioni di dollari) grazie all’aumento del prezzo della carne e alla decisione di esportare carne fresca (il cui prezzo è piú alto) in quantitá maggiore.

A livello mondiale, negli ultimi anni l’Argentina ha registrato una forte crescita nelle proprie esportazioni, passando da sesto paese esportatore, con una quota del 6% nel 2000 a quarto paese esportatore con una quota dell’8% nel 2006, preceduta solo da Brasile ed Australia e Canada.


Tra i paesi destinatari delle esportazioni di carni bovine negli ultimi anni ha assunto un ruolo determinante la Russia, che nel 2006 ha importato 219.064 tonnellate di carni provenienti dall’Argentina, per un valore pari a 426,5 milioni di dollari (24% del valore totale delle esportazioni).
L’Unione Europea rimane nel suo complesso il maggiore importatore: nel 2005 essa é stata destinataria di 330.000 tonnellate, di cui 26.000 appartenenti alla c.d. “quota Hilton” (contingente annuo di carne argentina disossata e superiore esportata in Europa con agevolazioni daziarie), pari a circa 700 milioni di dollari (54% del valore totale delle esportazioni).
All’interno dell’Unione Europea, è la Germania il principale acquirente di carni argentine, con un valore importato pari al 16% del totale ed un volume pari a 31.694 tonnellate, di cui la metà facenti parte della quota Hilton.
L’Italia, nel 2006, ha importato 15.331 tonnellate di carne, di cui circa 3.600 della quota Hilton, per un volume pari al 3,8% delle esportazioni argentine (5% del valore totale).

L’allevamento ovino, suino, avicolo.
Dopo tre anni di forte crescita la produzione di carni ovine ha subito una leggera flessione nel 2006 (1.660.321 capi contro 1.624.570 del 2005), ma si tratta di una diminuzione di poco conto, dopo i forti tassi di crescita dei quattro anni precedenti (+57,9% dal 2001 al 2005).
La quasi totalità di tale produzione ha come destinazione il mercato interno (95%); nel 2006, le esportazioni, che hanno come principale destinatario la Spagna (50% delle carni esportate), hanno raggiunto un volume di 29.544 tonnellate, per un valore complessivo di circa 115 milioni di dollari (+8,1% rispetto al 2005).
L’allevamento ovino ha registrato negli ultimi anni un forte aumento nella concentrazione della produzione. Secondo i dati dell’ONCCA, nel 2006, il 20% degli stabilimenti ha generato l’85% della produzione totale del paese.
La produzione di carni ovine é concentrata principalmente nella zona sud del paese Chubut, Neuquén, Santa Cruz, Rio Negro e Tierra del Fuego), con il 75% del volume totale nel 2006, seguita dalla zona del centro (Buenos Aires, La Pampa, Cordoba, Santa Fe e Entre Rios) con il 24%.
Nel 2005 la produzione di carni suine ha registrato una crescita pari al 23% rispetto all’anno precedente con un volume di capi macellati pari a 265.047 tonnellate. Si tratta, inoltre, del settore in cui si registra il più elevato livello di concentrazione della produzione: il 25% degli stabilimenti macella quasi il 90% del totale e il 95,6% delle carni è prodotta nella regione del centro.
Anche per quanto riguarda le carni suine, la produzione é destinata quasi interamente al consumo interno: nel 2006 le esportazioni, dirette prevalentemente in Perù, Cile e Hong Kong (64% delle carni esportate), hanno raggiunto un volume pari a circa 1.900 tonnellate per un valore di circa 3,2 milioni di dollari.
Il settore avicolo ha realizzato nel 2006 ottime prestazioni: le continue campagne di promozione e l’elevato status sanitario raggiunto hanno permesso un incremento del consumo interno pro capite del 25,2% (tra il 1997 e il 2006), una variazione positiva del 53% nella produzione (tra il 1997-2006). Il buon andamento del settore si è riflettuto sulle esportazioni che hanno raggiunto livelli record: nel 2006 l’Argentina ha esportato 143 mila tonnellate di carne avicola per un valore pari a 144.000 milioni di dollari.