LA PRODUZIONE DELLA SOIA
La soia e i suoi derivati sono tra le principali voci delle esportazioni argentine e contribuiscono in maniera decisiva all’attuale avanzo della bilancia commerciale. Si stima che negli ultimi dieci anni l’area adibita a tale coltivazione sia aumentata di piu del 150%, fino a raggiungere un’estensione di circa 15,9 milioni di ettari di terra. Nel 2006 sono state prodotti in Argentina 40,7 milioni di tonnellate di soia (il 5,7% in piú rispetto all’anno precedente).

A livello mondiale, l’Argentina rappresenta il terzo paese produttore di soia, con una quota del 17%, dietro a Stati Uniti (39%) e Brasile (27%).

Di tale produzione l’Argentina ha esportato nel 2006 circa 15,5 milioni di tonnellate di semi di soia (il 20% in piú rispetto al 2005), 4,5 milioni di tonnellate di olio di soia (+15%) e 11,6 milioni di tonnellate di pellets di soia (+13%), scarti risultanti dalla macinatura dei semi che vengono riutilizzati come mangimi.
La tendenza positiva della produzione di soia continua nel 2007 come dimostrano le prime stime rispetto al raccolto che pronosticano una nuovo record di 47,5 milioni di tonnellate prodotte.
L’andamento delle esportazioni di prodotti semioleosi (che comprendono oltre a soia e suoi derivati anche pellets, semi e olio di girasole, olio e semi di arachide, ecc.) dipende fortemente dall’andamento delle relazioni commerciali con i maggiori importatori di tali prodotti e in particolare della Cina, come dimostra la caduta (-39%) delle esportazioni di semioleosi nel primo semestre del 2004 causata principalmente dalla riduzione delle esportazioni verso la Cina (-46%).

L’Argentina riuscí a rovesciare tale tendenza negativa nell’agosto del 2004 dopo la ringoziazione del prezzo di alcuni contratti di vendita con il Governo cinese, favorita dalla scarsezza dei raccolti, per il secondo anno consecutivo, negli Stati Uniti (primo produttore mondiale di soia). Complessivamente, nel 2004, la Cina ha importato dall’Argentina un ammontare di 4,3 milioni di tonnellate di semi di soia per un valore pari a circa 1,2 miliardi di dollari USA (il 64% del totale delle esportazioni argentine), ed 1 milione 550 mila tonnellate di olio di soia, pari a 435 milioni di dollari USA (il 34% del totale delle esportazioni argentine).
Questi dati indicano l’estrema volatilitá del mercato internazionale della soia, da cui dipende (assieme a quello del petrolio) buona parte sia dell’avanzo commerciale sia, attraverso le trattenute alle esportazioni, dell’avanzo fiscale registrati dall’Argentina negli ultimi 5 anni. Uno degli obiettivi perseguiti dall’Argentina attraverso le intese delineate nella visita del Presidente cinese Hu Jintao é proprio la stabilizzazione di un fondamentale mercato per tali prodotti, onde assicurare al Paese uno sbocco costante per la propria produzione.
Nel triennio 2003-2006, l’Italia ha importato piú di 3 milioni di tonnellate di pellets, per un valore di circa 3,8 miliardi di dollari (che corrispondono a circa il 12% del totale delle esportazioni argentina di subprodotti di soia).


Il 2007 é stato nuovamente un anno di record per la produzione e l’esportazione della soia argentina. Il prezzo di tale prodotto é cresciuto notevolmente, raggiungendo nel settembre del 2007 il record di 370,75 dollari per tonnellata nella borsa di Chicago. L’andamento positivo del prezzo della soia continua a influire positivamente anche sulle entrate fiscali argentine grazie alle trattenute sulle esportazioni derivanti dalla vendita della soia nei mercati esteri.
Nonostante il grande successo della produzione e commercializzazione dei semioleosi, negli ultimi due anni si é iniziato a parlare di una sorta di “riesgo soja” (“rischio soia”).
Nel 2006 quasi la metá delle terre coltivate in Argentina sono state destinate alla coltivazione della soia e piú del 25% del valore delle esportazioni é derivato dalla commercializzazione di tale prodotto. Questa situazione ha suscitato preoccupazione rispetto alla possibilitá che l’economia argentina diventi troppo vulnerabile rispetto al prezzo internazionale della soia, il cui andamento influisce non soltanto sul valore delle esportazioni, ma anche sul valore delle entrate fiscali derivanti dalle trattenute. Per il prossimo biennio, comunque, non si prevede una diminuzione, dato il continuo aumento della domanda internazionale.
La coltivazione della soia ha sostituito in molti casi coltivazioni tradizionali ritenute oggi meno redditizie (come la produzione del cotone) e ha favorito una tendenza sempre piú marcata alla concentrazione delle esportazioni (i dieci prodotti piú esportatati corrispondono all´80% delle esportazioni totali). La rapida espansione dei terreni coltivati a soia ha determinato anche una serie di problemi ambientali scatenando le proteste di alcune associazioni ambientaliste.
Un altro fattore che potrá condizionare in futuro la produzione della soia é legato all’alta percentuale di soia transgenica che l’Argentina produce. Piú del 70% della produzione totale di soia del 2006 é di tipo transgenico (l’Argentina è il secondo produttore mondiale di soia transgenica e il primo esportatore).