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                                     IL SETTORE BANCARIO               
 

         A seguito del processo di liberalizzazione attuato negli anni Novanta, il sistema bancario argentino ha subito una profonda trasformazione strutturale, con la concentrazione degli istituti finanziari - da 206 nel 1994 a 121 nel 1999 - ed una rinnovata presenza di istituti di credito stranieri nel Paese. Con la crisi economica di fine 2001 e la conseguente svalutazione del peso, la presenza di istituti bancari in Argentina si è progressivamente ridotta fino a circa 70 istituti a fine 2004. Il fenomeno della concentrazione bancaria continua  anche oggi, ma é determinato sostanzialmente dall’aumento delle fusioni e delle acquisizioni che causano una diminuzione del numero delle entitá, senza determinare necessariamente una diminuzione del numero delle agenzie e degli sportelli.

        Sono un esempio di questa tendenza l’acquisizione di BNL Argentina da parte del gruppo  HSBC  (Regno Unito) e quella di Bank Boston (presente in Argentina dal 1910) da parte di Standard Bank (Sud Africa)

        Ad oggi gli istituti di credito riconosciuti dal BCRA sono 69, ripartiti secondo la seguente qualificazione:





        In base alla legge nº 21.526/77 sulle istituzioni finanziarie, le entitá ammesse ad operare nel Paese dal BCRA, che svolge funzioni di vigilanza, sono le banche commerciali, le banche d’investimento, le banche ipotecarie, gli istituti di credito e le societá di risparmio con fini particolari. Del totale degli istituti bancari attualmente autorizzati dal BCRA ad operare con sportello al pubblico, 57 sono banche private (34 di capitale locale, 21 straniere e 2 cooperative) e 12 sono banche pubbliche (2 nazionali e 10 provinciali o municipali). 

        Le misure adottate dal Governo argentino in seguito alla crisi, al fine di stabilizzare le finanze del Paese hanno pesantemente influito sull’attivitá bancaria in Argentina.  Fra i provvedimenti piú gravosi si ricordano l’obbligo di sottoscrizione di obbligazioni dello Stato argentino, l’introduzione di una imposta sugli assegni e sui trasferimenti bancari, l’immobilizzazione dei depositi privati (il “corralito”, non piú vigente), il prolungamento delle scadenze dei depositi a termine (il “corralón”), e soprattutto, come misura post-svalutazione, la cosiddetta “pesificazione asimmetrica” di attivi e passivi bancari (1:1 i primi e 1:1,4 i secondi).

        In particolare, secondo stime dell’A.B.A. (Associazione Bancaria Argentina), la perdita patrimoniale netta del sistema bancario come conseguenza della pesificazione asimmetrica avrebbe raggiunto gli 11,2 miliardi di dollari.

        Dopo il collasso del sistema bancario, (verificatosi nei due anni successivi allo scoppio della crisi), dal 2004 in poi, si registra un forte aumento dei depositi e allo stesso tempo, si registra una diminuzione delle perdite operative e  patrimoniali delle banche e la tendenza al ritorno a bilanci positivi. Nonostante ció, nel biennio 2004-2006 alcune questioni irrisolte hanno continuato a minare la soliditá del sistema, tra queste: le compensazioni richieste dalle banche al Governo per gli effetti della pesificazione asimmetrica, l’adeguamento della normativa sui capitali minimi, l’eliminazione dell’imposta sugli assegni.

        Nel biennio 2005-2006 é continuato il processo di normalizzazione del sistema bancario argentino. Mentre i depositi continuano ad aumentare, si assiste ad una progressiva diminuzione del protagonismo delle banche pubbliche rispetto agli istituti di credito privati. Si registra inoltre un significativo aumento del credito al settore privato (che continua anche nel primo semestre del 2007). Il rapporto tra credito al settore privato e PIL (11% nel 2006) rimane tuttavia contenuto, se paragonato a quello di altri Paesi (Usa:46%, Brasile:34%), ma  comunque la tendenza é positiva (si presume che arriverá al 14-15% alla fine del 2008).



Fonte: ABA e BCRA, 2007. *Si tratta dei depositi in dollari statunitensi presenti nel sistema, non della conversione in dollari dei depositi in valuta locale (descritti nel Quadro A)


        Oggi le principali sfide che si prospettano per il sistema finanziario argentino sono in particolare due:

·          la possibilitá di incorporare al sistema tutta quella parte di popolazione che rimane ancorata ad un “sistema creditizio informale”

·          lo sviluppo del credito a lungo  termine  per il finanziamento degli investimenti

        Le dimensioni del sistema finanziario argentino sono le seguenti (cifre BCRA di ottobre  2007)

     ·         Totale dei depositi (ottobre 2007):  195,02 miliardi di pesos (61,7 miliardi di
            dollari)
      ·         Totale dei prestiti:  86,9 miliardi di pesos (27,3 miliardi di dollari) 

 ·         Totale degli attivi:  210,5 miliardi di pesos (70,2 miliardi di dollari) 

 ·         Quantitá di conti correnti individui: 2.756.133

 ·         Quantitá di conti risparmio:  9.259.882 unitá 

 ·         Quantitá di conti societari:  525.150 unitá 

 ·         Quantitá di impiegati:   82.956

 ·        Quantitá di agenzie: circa 4.000 di cui la metá nel Gran Buenos Aires (cittá piú area metropolitana)


         Nell’ottobre 2007, l’85% degli attivi bancari risulta concentrato in 10 banche, secondo la  seguente ripartizione:



        Alla stessa data, inoltre, il 70,5% dei depositi è riunito in 10 istituti bancari secondo la seguente ripartizione:

 
 
       


         Delle principali banche straniere presenti nel Paese con sportelli al pubblico, 3 sono statunitensi (Citibank, JP Morgan Chase, American Express), una del Regno Unito (HSBC), 2 spagnole (Santander-Banco del Río de la Plata e Bilbao Vizcaya-Banco Francés), una francese (BNP Paribas), 2 tedesche (Deutsche Bank e Creditanstalt), 2 olandesi (ABN AMRO e ING Bank) e 1 sudafricana (Standard Bank). Dopo la  cessione di BNL a  HSBC, al momento,  non vi sono  banche italiane presenti nel Paese (con sportelli al pubblico).


        Per quanto riguarda la presenza italiana, la Banca Intesa partecipa con un 20% al Banco Patagonia  (che nel 2005  ha acquisito il Banco Sudameris), mentre il San Paolo IMI opera con un ufficio di rappresentanza.

        Complessivamente, le banche straniere detengono il 34% degli attivi del sistema bancario argentino, gestiscono il 28% del totale dei depositi e oltre  il 40% dei crediti concessi al settore privato (circa 4,5 miliardi di dollari), superando quelli concessi dalle banche private nazionali (30%) e dalle banche pubbliche (25%). Dopo le cospicue perdite registrate negli anni immediatamente successivi alla crisi, dal 2005 la tendenza si é invertita come dimostrano i bilanci positivi delle principali entitá straniere e l’aumento dei depositi presso le stesse (nel ranking delle prime dieci banche per quantitá di depositi ben quattro sono straniere). Ció dimostra anche una rinnovata fiducia degli argentini nelle istituzioni finanziarie straniere.

Le tre principali banche pubbliche argentine, il Banco Nación, il Banco Provincia di Buenos Aires ed il Banco Ciudad de Buenos Aires, gestiscono oggi il 37,4% del totale dei depositi. Dopo la crisi del 2001 le banche pubbliche hanno conosciuto un nuovo protagonismo, superando le difficoltá in maniera piú rapida delle concorrenti  private. Il Banco Nación, in particolare, nato come strumento finanziario per l’attivitá

imprenditoriale nazionale, di fatto ha sempre avuto un ruolo chiave nella determinazione dei tassi d’interesse, grazie anche a una presenza capillare su tutto il territorio argentino.  Il Banco Nación, inoltre, ha una forte partecipazione nel pacchetto azionario del Banco Hipotecario, che è gestito operativamente dal gruppo privato IRSA, ed opera come agente ufficiale del governo argentino nelle transazioni internazionali.  

Durante il 2006 le banche private hanno recuperato terreno come dimostra la percentuale dei depositi detenuti  (55%, supera la percentuale relativa ai depositi detenuti dalle banche pubbliche: 45%). Anche rispetto alla concessione di credito al settore privato le  banche  private  svolgono un ruolo fondamentale (concedono piú del 60% dei prestiti al settore privato).


        

Link Utili:

>> Associación Bancos Argentinos 
>> Banco Central de la Republica Argentina 
>> Banco de la Nación Argentina 
>> Banca Nazionale del Lavoro 
>> Banco de Inversión y Comercio Exterior 
>> Banco Ciudad de BA 
>> Banco Provincia de BA 
>> ADEBAA
>> ABAPPRA 
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