
Si sta assistendo al consolidamento del processo di ripresa dell’economia dominicana iniziato nel secondo semestre 2004, dopo la grave crisi economica e finanziaria che colpì il paese nel 2003-2004. Un chiaro segnale di tale ripresa è dato dal tasso di crescita del PIL reale che secondo i dati della Banca Centrale Dominicana, è stato dell’9.3 % nel 2005 e dell’11.7 % nel primo semestre 2006.
Il Fondo Monetario Internazionale ha rialzato le sue previsioni di crescita del PIL per il 2006 dal 5.6% al 9.3%. Tra i fattori della progressiva ripresa dell’economia dominicana, ha giocato un ruolo importante il cambiamento delle aspettative economiche con una maggiore fiducia del popolo dominicano, degli investitori stranieri e dei mercati, che si è tradotta in un aumento dei consumi e degli investimenti privati soprattutto nei settori del turismo, delle telecomunicazioni, del commercio e della costruzione.
Il tasso d’inflazione nel 2005 è stato del 7.44% a fronte di un tasso del 28.74% nel 2004. Nel primo semestre 2006, il tasso d’inflazione è stato del 3.49%. Tale risultato è il frutto di una politica monetaria restrittiva messa in atto dal Governo dominicano con il collocamento di certificati di investimento sul mercato al fine di neutralizzare l’eccesso di liquidità in circolazione.
Anche i tassi d’interesse del sistema finanziario hanno registrato una diminuzione a partire dalla seconda metà del 2004, raggiungendo nel primo semestre 2006, l’11.21% per il tasso d’interesse passivo sui depositi bancari (a fronte di un 12.80% nel 2005) e il 21.88% per il tasso d’interesse attivo sui prestiti (a fronte di un 25.55% nel 2005).
La Repubblica Dominicana si è inoltre impegnata con il FMI ad applicare un programma economico accompagnato da politiche monetarie e fiscali che garantiscano la stabilità macroeconomica e valutaria nonché il miglioramento istituzionale e finanziario. Il Consiglio Esecutivo del Fondo Monetario Internazionale ha approvato l’8 maggio 2006 il completamento del terzo e del quarto esame dell’accordo stand by con la Repubblica Dominicana ed ha altresì concesso al paese alcune deroghe in relazione al rispetto di sette criteri relativi alla gestione strutturale. Tale accordo stand-by, di una durata di 28 mesi, e vertente su 648.2 milioni di dollari, era stato firmato il 31 gennaio 2005, in sostituzione di un accordo precedente firmato nel settembre 2003, arenatosi a due riprese per il mancato rispetto delle mete e degli impegni prefissati. L’approvazione del FMI garantisce l’accesso a risorse finanziarie per un ammontare di 142.6 milioni di dollari in forma immediata. Il Segretario Tecnico alla Presidenza Temistocles Montas non ha mancato di sottolineare gli elogi rivolti dal FMI alla Repubblica Dominicana per aver posto in essere le politiche macroeconomiche appropriate che hanno consentito al paese di sperimentare una forte crescita economica, di ridurre il tasso di inflazione, di ristrutturare positivamente il debito estero e di riconquistare la fiducia degli investitori. I Direttori Esecutivi del FMI raccomandano nondimeno alle Autorità dominicane il rispetto delle nuove scadenze per le riforme strutturali, la definizione di un piano complessivo di ricapitalizzazione della Banca Centrale ed alcune modifiche alla normativa vigente in materia monetaria e finanziaria per promuovere l’efficienza e la stabilità del sistema bancario, inoltre, dato l’elevato peso della bolletta energetica sulle finanze statali (circa il 2% del PIL), potrebbe essere necessario un considerevole aggiustamento di bilancio per raggiungere gli obiettivi fiscali fissati per il 2007. Il Governo nel contempo si è impegnato a ridurre la spesa pubblica nel 2006 in una proporzione equivalente al 4% del PIL ossia 32 miliardi di pesos dominicani (1 miliardo di dollari ca.).
Per quanto attiene al mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione ha raggiunto il livello di 16.4% nell’aprile 2006 a fronte di un livello di 17.5% nell’ottobre 2005, secondo i dati della Banca Centrale dominicana. Va però notato che se la crescita economica sostenuta è generatrice di nuovi impieghi, molti di questi sono caratterizzati da bassi salari e debole produttività. Inoltre, sempre nell’aprile 2006, il 55.9% della forza lavoro dominicana risultava impegnata nel settore informale.
La politica monetaria restrittiva, un regime di cambio flessibile e competitivo e il cambiamento delle aspettative economiche hanno inoltre consentito l’apprezzamento del peso dominicano nei confronti del dollaro americano e dell’euro, che a sua volta permette un risparmio sul servizio del debito estero: nel 2004 il tasso di cambio pro-medio era di 42.10 pesos per un dollaro americano, mentre nel secondo semestre 2006 tale tasso è stato di 33.77 pesos per un dollaro americano.
Il debito estero ha raggiunto i 6,860.5 milioni di dollari, a fine marzo del 2006, registrando un aumento di 104.8 milioni di dollari nel primo trimestre 2006 secondo quanto comunicato dalla Segreteria di Stato alle Finanze, e, secondo le previsioni, per l’anno 2006, il Governo dovrà pagare per il servizio del debito esterno 1,169.29 milione di dollari. Il predetto gravoso impegno fa sorgere il dubbio sui mercati internazionali sull’adeguatezza del livello di liquidità posseduto dalla Repubblica Dominicana in un contesto internazionale che vede il paese costretto a pagare altresì un’ingente fattura petrolifera.
Nei confronti del Club di Parigi, lo stock del debito dominicano ammontava a 2047 milioni di dollari al 1 settembre 2005. Il Club di Parigi e la Repubblica Dominicana hanno concluso il 21 ottobre 2005 un accordo che ristruttura 137 milioni di debiti in scadenza nel 2005. Tale ristrutturazione riduce il servizio del debito dovuto ai creditori del Club di Parigi nel 2005 da 357 a 222 milioni di dollari.
Dopo la firma, nel mese di ottobre 2005, di un accordo di ristrutturazione del debito estero con il Club di Londra che riunisce i creditori privati (banche commerciali ed altri enti di credito internazionale) con il quale la Repubblica Dominicana è riuscita ad ottenere il differimento di cinque anni –dei quali due anni di periodo di grazia- delle scadenze corrispondenti al 2005 e al 2006 per un ammontare di 180 milioni di dollari, impegnadosi nel contempo a pagare gli arretrati dovuti alle banche commerciali sino a dicembre 2004, per ca. 35 milioni di dollari, il Senato dominicano ha approvato nel luglio 2006 il finanziamento e la riprogrammazione della scadenza originaria del debito con il Club di Londra per il periodo 2005-2012 con la somma di 33,69 milioni di dollari. Secondo gli analisti della Bear Sterns, la ristrutturazione del debito estero a breve termine con il Club di Londra è estremamente positiva per la Repubblica Dominicana in quanto le consente di rispettare la strategia finanziaria concordata con il FMI nonché l’impegno assunto con il Club di Parigi di garantire la comparabilità di trattamento dei creditori pubblici e privati. L’accordo consentirà inoltre al paese di normalizzare le sue relazioni con la comunità finanziaria internazionale, permettendo al settore privato di aver nuovamente accesso ai prestiti delle banche internazionali. Nel primo semestre 2006, la Repubblica Dominicana ha registrato un avanzo della bilancia dei pagamenti di 1.3 milione di dollari, secondo la Banca Centrale Dominicana, imputabile all’accumulazione di attivi da parte della Banca Centrale, maggiori fondi del FMI e il condono del debito del Governo Centrale. Il conto delle partite correnti, nel periodo considerato, ha registrato un disavanzo di 34.6 milioni di dollari: il dinamismo dei servizi turistici e il mantenimento di elevati livelli di trasferimenti unilaterali di capitale dall’estero (rimesse famigliari provenienti dalla constistente comunità dominicana residente all’estero) non sono stati sufficienti a compensare il deficit strutturale della bilancia commerciale, sul quale hanno inoltre gravato fattori congiunturali quali l’aumento delle importazioni, che ha accompagnato il rapido sviluppo dell’economia, nonché il forte rialzo dei prezzi del petrolio. Il conto dei movimenti di capitale ha registrato nel primo semestre 2006 un avanzo di 124.5 milioni di dollari caratterizzato dall’aumento degli investimenti esteri diretti.
Per quanto riguarda le riserve internazionali della Banca Centrale dominicana, le riserve lorde sono ammontate, nel luglio 2006, a 2,126.8 milioni di dollari e le riserve internazionali nette liquide, definite nell’accordo con il FMI, sono ammontate a 984.3 milioni di dollari, lo stesso mese, superando la meta concordata con il FMI per l’intero anno 2006 di 650 milioni.
Per quanto attiene alla qualifica di rischio sovrano del paese, tale qualifica è migliorata, nel mese di maggio 2006, da “B-“ a “B+” per l’agenzia Standard & Poor’s, da “CCC” a “B+” per l’agenzia Fitch, mentre si è mantenuta al livello “B” per l’agenzia Moody’s. Il miglioramento della qualifica di rischio della Repubblica Dominicana è collegato al consolidamento della ripresa economica del paese, alla maggiore stabilità macroeconomica, al pagamento puntuale dei debiti, all’aumento delle riserve internazionali e degli investimenti stranieri. Per la Standard & Poor’s, il rafforzamento delle istituzioni di governo è la sfida più importante che la Repubblica Dominicana deve affrontare nei prossimi anni con indispensabili riforme nell’area della gestione del debito, della supervisione bancaria e del sistema giudiziario, per rafforzare la credibilità del Governo e migliorare le prospettive economiche. Da segnalare infine che nella classifica OCSE di rischiosità del mese di giugno 2006, basata su una scala dove il rischio aumenta man mano che si passa dalla I alla VII categoria, la Repubblica Dominicana è stata promossa in una categoria di rischio minore passando dalla VI alla V.
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